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Scandalo Riciclaggio: Ecco Perché Chiude la Banca Svizzera Italiana

Martedì 24 maggio, l’Autorità Federale di Vigilanza sui Mercati Finanziari (FINMA) ha comunicato che la BSI SA, la Banca Svizzera Italiana, ha violato gravemente le disposizioni in materia di riciclaggio di denaro.

In ragione delle relazioni d’affari intrattenute e delle transazioni effettuate nell’ambito dell’affare di corruzione del fondo sovrano malese 1MDB, la Bsi ha violato gravemente le disposizioni legali in materia di riciclaggio di denaro e il requisito dell’irreprensibilità.

In seguito ai fatti accertati dalla FINMA, la Bsi SA – il più antico istituto di credito del Canton Ticino fondato nel 1873 – è quindi destinato alla chiusura.

Sempre il 24 maggio, anche Banca Centrale di Singapore ha annunciato la chiusura definitiva di BSI a causa del coinvolgimento dell’istituto nello scandalo finanziario del fondo sovrano malese 1MDB, Malaysia Development Berhard.

Lo scandalo malese

Nel 2015, 3,4 miliardi di dollari sono stati rubati da un fondo di proprietà della stato della Malesia istituito nel 2009 per sostenere i principali nuovi sviluppi economici e sociali del Paese.

Nello scandalo è implicato anche il primo ministro malese, Naijib Razak.

Secondo le autorità malesi, i fondi delle aziende statali della Malesia sono stati indebitamente trasferiti su conti correnti svizzeri controllati da ex responsabili pubblici malesi e da attuali ed ex responsabili degli Emirati Arabi Uniti.

I provvedimenti delle autorità

Nel giro di un anno la Bsi scomparirà insieme ai suoi 2000 dipendenti e verrà definitivamente assorbita dal gestore patrimoniale di Zurigo, Efg, il quale fa capo al miliardario greco, Spiro Latsis.

L’Autorità Monetaria di Singapore (Mas) ha chiesto di avviare le indagini su sei manager di Bsi – tra cui anche l’ex direttore generale della banca – per eventuali infrazioni penali.

Mas ha comunicato a Bsi l’intenzione di voler revocare lo status di banca d’affari a Singapore a causa di una grave violazione delle norme in materia in materia di riciclaggio, cattiva vigilanza della gestione delle operazioni bancarie, e gravi colpe da alcuni membri del personale.

L’ultimo caso di revoca di una licenza di una banca d’affari a Singapore risale al 1984.

Allo stesso tempo, anche l’autorità elvetica di vigilanza dei mercati ha annunciato di aver ordinato la dissoluzione di Bsi entro la fine del 2016.

Secondo la Finma i dirigenti bancari maggiormente coinvolti sono quelli che, anche di recente, hanno ricevuto i bonus più elevati. Le accuse hanno avuto come dirette conseguenze la dimissione del CEO di Bsi SA, Stefano Coduri.

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