“Non sarà il gioco a salvare il governo”

Confindustria parla a chiare lettere ed accusa: “le proposte della CISL servono solo a favorire la criminalità organizzata”.

Che le cose non fossero messe nel migliore dei modi per l’esecutivo guidato da Enrico Letta era chiaro a tutti già da molto prima dello strappo dei “lealisti” e della loro uscita dal PDL / Forza Italia.

Ma quello che probabilmente non ci si aspettava era che anche la lobby del gioco si sganciasse dalla quota del governo ed arrivasse ad attaccare con parole di fuoco la proposta avanzata da più parti e benedetta dalla CISL di aumentare le accise sul poker online.

Un interessante retroscena pubblicato oggi dal sito specializzato PokerListings ha infatti ripreso alcuni commenti arrivati da Sistema Gioco Italia (la “divisione gioco” di Confindustria”) secondo la quale la proposta di aumentare le tasse sul poker online alzando l’aliquota in vigore al 20 oppure al 22% sarebbe dannosa ed illegale per l’intero settore.

Secondo il responsabile di SGI Italo Marcotti, un simile cambiamento avrebbe come effetto quello di sfavorire le imprese italiane ed aiutare quelle (illegali) con sede all’estero che sarebbero in grado di sfruttare il proprio vantaggio fiscale mettendo in atto politiche promozionali che le renderebbero molto più interessanti per i consumatori italiani.

Secondo alcuni giuristi interpellati, poi, pare che la modifica del regime fiscale sul gioco andrebbe anche a rompere i vincoli esistenti tra le società concessionarie di licenze AAMS ed il Governo – visto che determinerebbe un cambiamento delle condizioni accettate al momento dell’ottenimento della licenza.

About Giovanni Angioni

Fondatore del sito LaBancaOnline.net, mi occupo di marketing internazionale e finanza online da più di un decennio.
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