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Banco di Sardegna: Recensione e Conti GRATIS Online

Attenzione: Scopri Mediolanum On line: la Banca consigliata da La Banca Online a maggio 2013!

Introduzione:

Nonostante moltissimi considerino il Banco di Sardegna come una “banca sarda” difficilmente accessibile a chi non vive nell’Isola, dobbiamo dire che i nostri test dell’offerta del Banco di Sardegna online ci hanno fatto scoprire una banca dinamica, interessante e sicuramente attenta alle esigenze dei clienti.

Tra gli elementi che ci hanno colpito di più, oltre ad una evidente attenzione alla sicurezza della sua banca online, anche il fatto che il Banco di Sardegna online abbia deciso di puntare verso servizi come i conti correnti a costo zero con carte di credito incluse.

Da sottolineare anche la presenza di una app Android ed una appi Phone del Banco di Sardegna che risulteranno comodissime a chi vuole avere il proprio conto in banca sempre sotto controllo.

Qui di seguito vi proponiamo alcune delle caratteristiche dei conti ZeroNet e Smart, i due conto corrente che emergono dall’offerta complessiva del Banco di Sardegna online.

Il Conto ZeroNet

Il conto ZeroNet del Banco di Sardegna On Line è la soluzione più popolare tra quelle offerte dalla Banca di Sardegna visto che include interessanti possibilità come quelle di azzerare i costi di gestione del conto ed effettuare gratis un numero illimitato di operazioni (se fatte via web).

Nonostante sia un conto in banca senza costi, il Conto Zero Net si distingue da molti altri conti corrente online perché combina il fatto di essere completamente gratis con quello di far avere ai suoi possessori sia una Carta Bancomat che una Carta di Credito Ricaricabile senza alcuna spesa aggiuntiva.

La Novità: Conto SMART

Il conto SMART è una delle esclusive del banco di Sardegna online e si propone come uno dei migliori conti correnti online del 2013.

Accessibile al costo di 1€ al mese, il conto SMART del Banco di Sardegna è infatti uno dei più facili da usare grazie ad un sito internet molto facile da capire e dal fatto di offrire pieno accesso dal telefonino grazie alle applicazioni per iPhone ed Android del Banco di Sardegna.

Il conto può essere aperto in una qualsiasi delle filiali del Banco di Sardegna in Italia e può essere gestito interamente dal proprio PC.

Sicurezza del Banco di Sardegna Online

Grazie ad un sofisticato sistema di sicurezza, il Banco di Sardegna on line offre a tutti i clienti la certezza di trovarsi sempre in un ambiente sicuro e protetto da eventuali attacchi esterni.

Il conto SMART del banco di Sardegna online, ad esempio, permette di effettuare l’accesso alla piattaforma utilizzando delle password usa-e-getta che vengono inviate direttamente sul telefonino dei titolari del conto corrente online.

Tutti gli altri conti richiedono di effettuare l’inserimento delle password d’ingresso attraverso una tastiera online da comandare con il mouse che previene attacchi da parte di cerca di rubare i dati d’accesso monitorando i tasti premuti nella tastiera al momento dell’inserimento della password per entrare nella propria banca on line.

Il Banco di Sardegna: Cenni Generali

Il Banco di Sardegna è una banca fondata nel 1953 come vero e proprio istituto di credito pubblico con sede principale e direzione generale situate a Sassari, nel Nord della Sardegna.

Trasformata in Società per Azioni per conseguenza di un apposito decreto legge emanato dal Ministero del Tesoro italiano, il Banco di Sardegna è stato nel corso della sua storia uno dei principali attori del mercato finanziario e creditizio della Sardegna grazie a quanto disposto nel 1955 dal suo primo statuto.

A soli due anni dalla sua fondazione ufficiale, infatti, la banca di Sardegna diventava a tutti gli effetti un ente autorizzato ad operare nel settore del credito – sia del credito agrario che del credito ordinario – con il preciso compito di aiutare l’economia della Sardegna a trovare un supporto per la sua crescita.

Ad oggi, il Banco di Sardegna mantiene ancora la sua direzione a Sassari – anche se ha spostato la sua sede legale a Cagliari, città capoluogo della regione Sarda.

Il Banco di Sardegna è parte del gruppo della BPER – la Banca Popolare dell’Emilia Romagna –  ed è controllata al 51.209% dalla stessa BPER ed al 48.714% dalla Fondazione Banco di Sardegna, una fondazione istituita con il preciso compito di garantire lo sviluppo sociale ed economico della Regione Sardegna.

Updated: maggio 9, 2013 — 9:41 am

1 Comment

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  1. Sei tu che mischi i coctteni.Un titolo di credito per sua natura e8 astratto, cioe8 non e8 legato all’obbligazione sottostante.Cioe8 che vuol dire? Che la BC puf2 stampare carta a volonte0 senza comprare bond corrispondenti?Inoltre tu confondi banconota con moneta, sono due cose completamente diverse. A Tahiti per rappresentare la moneta usavano le conchiglie, noi fino a qualche secolo fa le monete di metallo,Le monete di metallo (argento ed oro) si usavano in Italia fino al 1939.Arriviamo di nuovo al valore invece delle banconote. Fino a un secolo fa non erano manco emesse dalle Banche Centrali, ma da varie banche autorizzate perche8, appunto, erano e rimangono TITOLI DI CREDITO.In Italia e8 stato cosec fino al 1946, ma questo non vuol dire che il titolo sia automaticamente di credito . Nel senso che il sottostante non c’e8, o e8 un titolo di debito come nel caso dei bond governativi, non c’e8 la commodity di backup. Nello specifico, il modello di banca puramente fiat, fu introdotto con la conversione del Banco Di Siclia (che era una delle banche autorizzate all’emissione di Lire) in banca emittitrice delle AMLIRE. Dettaglio interessante e8 che fu designato come governatore del Banco Di Siclia Enrico Cuccia come direttore Michele Sindona e come guardia del corpo un certo Bernardo Provenzano.Ma tutte queste cose non si trovano scritte sui libri di scuola.Fin quando c’era la convertibilite0 la banca acquistava oro e in cambio dava fuori banconote (sistema inventato dagli italiani nel rinascimento). Quando uno voleva restituiva la banconota e ritirava l’oro.Tutto falso.La banca acquistava oro, immobili, argento, pietre e una serie di altri beni facilmente convertibili in particolare differenziava beni a copertura, diremmo oggi, del Tier1, relativamente poco convertibili come immobili e terreni, e pif9 liquidi come oro, argento e pietre per il tier2.Inoltre, anche in regime di convertibilite0 le banche erano comunque libere di inflazionare svincolando M3 dal backup convertibile.Il sistema non e8 affatto stato inventato in italia e soprattutto non nel rinascimento. Non fosse altro la prima banca italiana, che e8 anche la pif9 antica d’europa, e8 il Monte Dei Paschi di Siena, dei paschi, cioe8 dei terreni, che emetteva credito a fronte di terra, e8 stata fondata nel 1472, che quindi suone come medioevo.Ma a parte questo, il meccanismo era arci noto fin da circa il 1000 a.C. usato in Mesopotamia, antico Egitto, Grecia e l’antica Palestina dove l’abilite0 dei cambiavalute talmudici cref2 non pochi problemi all’impero dato che esattamente col metodo del fiat-money avevano inflazionato talmente le valute locali che l’impero non riusciva pif9 nemmeno ed esigere il suo misero 10% (le decime) dalle popolazioni sottomesse. Ragione per cui nel 72d.C. Gerusalemme fu rasa al suolo dando origine all ben nota epopea degli ebrei.Venendo a tempi pif9 recenti, prima dell’invenzione della Banca Centrale (1693 Bank of England, Patterson/Rothshild) i Re si rivolgevano a banchieri privati i quali si dividevano fin dalla notte dei tempi in coloro che praticavano il backup (templari) e quelli che praticavano il fiat (sionisti).Storicamente i secondi hanno avuto pif9 successo ed e8 stata la famiglia Rothshild ad estendere il sistema fiat agli stati nazionali, con la straordinaria collaborazione di due zelanti e assai dotati dipendenti Sache e Goldman, ma in Germania. Non in Italia.In Italia nel rinascimento, le miniarchie dell’epoca pativano gli stessi problemi monetari dei principali Stati Europei.La rigidite0 di un sistema monetario vincolato ad una commodity convertibile veniva allentata col ricorso al credito dei cambiavalute talmudici. Si proprio gli stessi dell’antico testamento. Ma essi venivano violentemente confinati in ghetti e tenuti lontanti da qualsiasi carica pubblica e di potere perche8 era allora assai chiaro quale fosse la natura del potere occulto nascosta nel meccanismo di creazione della valuta completamente fiat.Chiaro fin qui?Direi proprio di no Dal 1972 quando Nixon staccf2 il dollaro dalla convertibilite0 con l’oro, al posto di questi si usano dei titoli, cie8 obbligazioni, di solito emessi dallo Stato (ma non necessariamente).Era il 15 agosto del 1971, e Nixon abolec ex-lege solo la convertibilite0 a livello interbancario, perche8 per quanto riguarda il poveri mortali la convertibilite0 l’aveva tolta Roosevelt nel 1933, che Nixon prolungf2 fino al 1975.Cioe8 in pratica si poteva continuare ad inflazionare liberamente il parco buoi e si poteva iniziare ad inflazione anche il debito estero.Chi emette il titolo lo porta alla banca centrale che glielo compra a 98, dopodiche8 alla scadenza restituisce alla banca centrale 100. Quel 2 e8 l’interesse sul titolo ed e8 il profitto “signoraggista” della Banca Centrale che si comporta come qualsiasi vecchietta che compra i BOT, ne9 pif9 ne9 meno.Quando, di solito lo Stato, emette tanti, troppi titoli per finanziare non una crescita dell’economia ma bensec un deficit sempre pif9 grande e impone alla Banca Centrale di emettere pif9 banconote come successe da noi negli anni 70-80, allora succede che la moneta, essendo la massa monetaria cresciuta oltre la ricchezza reale del paese, vale di meno, cioe8 si svaluta, cioe8 c’e8 l’inflazione, cioe8 ci sono i tassi al 20% (chi se li ricorda?).Ma questa cosa succedeva anche quando c’erano le monete metalliche, e la logica era la stessa.Infatti la rendita monetaria e8 esattamente uguale al tasso di interesse primario applicato ad M3.Lo spartiacque storico non e8 stato il gold-standard, ma l’inflazionomia, cioe8 la pratica di emettere aggregati monetari (non necessaria solo valuta) a fronte di asset fisici inesistenti. Inoltre non e8 lo Stato che obbliga la BC ad emettere pif9 M3, ma le politiche monetarie che obbligano gli stati ad emettere bond.Se da un chilo d’oro facevo 100 fiorini, ma adesso ne conio 120 perche8 ne diminuisco il peso, il fiorino mi si svaluta e all’estero mi guardan male e preferiscon esser pagati con il tallero oppure me ne chiedono di pif9 di fiorini per gli stessi beni di prima.Guarda che e8 semplice…A meno che tu non sia gli USA e minacci di bombardare e gettare nel caos qualsiasi Paese minacci di preferire il tallero al fiorino.Oppure, se tu imbrogliandomi nel 1946 a Bretton Woods non mi avessi promesso di mantenre il fiorino convertibile ad libitum e io non mi fossi ingozzato per 60 anni di fiorini al punto che se iniziassi ad accettare talleri il fiorino si svaluti talmante da gettare il miliardo e trecento milioni di omini gialli che vivono sulla mia terra da convincermi a far finta che il fiorino vale ancora quello che dici tu.

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